Con Capitano Ultimo
Official Selection Taormina Film Fest 2014
Con Raul Bova
Official Selection Taormina Film Fest 2014
Quel che di certo c’è è che al Teatro Antico, siedono vicini, gli sguardi dell’uno in quelli dell’altra. A distoglierli, solo il documentario di Ambrogio Crespi, Capitano Ultimo, le ali del falco, la storia vera di un eroe raccontata da se stesso (il colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che ha arrestato Riina) senza mostrare il proprio volto, e da chi il volto invece ce l’ha potuto mettere, Raoul Bova appunto, suo interprete e ormai amico.
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Al Teatro Antico di Taormina, in occasione del Taormina Film Fest 2014, come conferma Vanityfair.it, i due si sono seduti vicini e non sono mancati sguardi colmi di passione. A distrarli soltanto la proiezione del documentario diretto da Ambrogio Crespi, “Capitano Ultimo – Le Ali del Falco” che racconta la storia del colonnello Sergio De Caprio, lo stesso che arrestò Riina; ruolo egregiamente interpretato da Raoul Bova, già protagonista di “Come un delfino” ma anche di “Ultimo” e “Nassiriya – Per non dimenticare”, tutti successi tv trasmessi dalle reti Mediaset. In quest’occasione Raoul Bova ha annunciato che a Natale dovrebbe uscire un film girato con Paola Cortellesi che parlerà della storia di un ragazzo omosessuale “che si innamora di una donna che vuole fare l’architetto”. “Entrambi assumono una maschera, fingendosi diversi dalla loro realtà. Io mi fingo etero, anche nei confronti di mio figlio, lei si finge mascolina per via del lavoro. Ci aiutiamo a vicenda, nasce un amore. Non ci sarà mai il sesso ma tutto quello che di bello c’è tra un uomo e una donna, ovvero complicità e solidarietà” ha dichiarato Raoul Bova.
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La storia vera di un eroe raccontata da se stesso, senza mostrare il proprio volto, e da chi la faccia invece l’ha potuta e dovuta mettere, come Raoul Bova, per raccontare le sue avventure in una fiction tv. Capitano Ultimo, le ali del falco di Ambrogio Crespi, presentato oggi al Festival di Taormina, vede così due racconti quello del colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che ha arrestato Riina e che oggi fa un lavoro di recupero e assistenza, e quello dell’attore suo interprete e amico.
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Tredici anni di matrimonio sono passati in un soffio, per Raoul Bova che, archiviata la pagina coniugale, si è presentato alla 60esima edizione del Taormina Film Festival accompagnato dalla bellissima consorte Rocìo Muñoz Morales.
I due, sono stati immortalati mano nella mano tra le fila illustri del Teatro Antico di Taormina, sede del celebre festival, intenti a lanciarsi sguardi infuocati. L’attore, storico volto del Capitano Ultimo, sembra non avere occhi che per lei. A dividerli, solo il documentario di Ambrogio Crespi, Il Capitano Ultimo, le Ali del Falco, che ha monopolizzato l’attenzione di Bova in maniera più significativa rispetto alle grazie di Rocio.
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60 anni sono un traguardo molto importante per uno dei più festival cinematografici più longevi al mondo, al pari dei ben più blasonati Venezia, Cannes e Berlino. Nonostante le grosse difficoltà di budget e i dipendenti di Taormina Arte senza stipendio da 5 mesi, anche quest’anno il Teatro Antico ha aperto i cancelli per ospitare tra le sue storiche mura tanti vip e tante proiezioni, anche internazionali.
La kermesse cinematografica, quest’anno dedicata alle donne, ha esordito con la presenza di personalità d’eccezione del cinema Italiano: Cristian de Sica, ormai veterano a Taormina, ha accompagnato il figlio Brando per la proiezione del suo corto “La donna giusta”; mentre Raul Bova ha presentato “Capitano Ultimo”, il corto di Ambrogio Crespi di cui è protagonista. Isabella Ferrari, invece è stata la protagonista della prima delle tante Tao Class, le lezioni dedicate ai tanti giovani studenti che seguono il festival (800 lo scorso anno).
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Ed è stato proprio Raoul Bova ad aprire il festival per presentare un documentario sul Capitano Ultimo di Ambrogio Crespi, ossia la storia vera di un eroe raccontata da se stesso senza mostrare il volto. Il film ha visto così due racconti: quello del colonnello Sergio De Caprio (il carabiniere che arrestò Totò Riina) che oggi presta il proprio aiuto in un centro di recupero e assistenza, e quello di Bova che è suo interprete e amico. «Un uomo che stimo, che ha fatto un’ impresa davvero importante per l’Italia» ha dichiarato l’attore in un’intervista dopo la proiezione del documentario «Sono felice di averlo presentato in Sicilia, che i ragazzi ne parlino tra loro. In Italia non c’è solo quello che oggi ci appare sempre un po’ buio e poco limpido, ma qui c’è una persona onesta che porta avanti il suo impegno e sta ottenendo degli ottimi risultati».
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La prima giornata della 60a edizione del Taormina Film Festival è stata arricchita da un ospite d’eccezione, soprattutto per il pubblico femminile: Raoul Bova. Presente per la proiezione dei 40 minuti del docufilm ‘Capitano Ultimo’, di cui Bova è produttore, l’attore ha risposto alle domande di Mario Sesti, Direttore Artistico del Festival siciliano, e si è poi parzialmente concesso alla stampa.
Dopo un breve saluto del regista, Ambrogio Crespi, circa il protagonista del docufilm portato al Festival, Capitano Ultimo, l’attore ha dichiarato: “Capitano Ultimo è un rivoluzionario per difendere la legalità. Non ha mai accettato compromessi. E’ sempre stato un ribelle, soprattutto quando gli ordini non andavano a favore della gente o dei suoi uomini, che lavoravano tante ore senza essere pagati“. Ha continuato Bova: “Spero che il documentario andrà bene perchè i proventi andranno alla Casa Famiglia. Ultimo non si è mai considerato un eroe, ma per me lo è soprattutto per quello che sta facendo adesso per questi ragazzi accolti nella Casa Famiglia“.
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Si alza sabato 14 giugno il sipario sul TaorminaFilmFest che, quest’anno, festeggia la sua 60 edizione. Al Teatro Antico ci sarà la proiezione del film d’animazione della Dreamworks ‘Dragon Trainer 2’ alla presenza del regista Dean De Blois. Numerosi i premi consegnati durante la serata: Claudia Cardinale riceverà il Taormina Arte Award dal Sindaco di Taormina Eligio Giardina, Isabella Ferrari ritirerà il Premio del SNCCI (Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani), a Raoul Bova sarà conferito il Premio Cariddi e, infine, Brando De Sica consegnerà il Premio Cariddi a suo padre Christian De Sica. Un premio speciale Taormina Arte Award infine sarà conferito per i 60 anni della RAI al Presidente Anna Maria Tarantola.
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La storia vera di un eroe raccontata da se stesso, senza poter mostrare il proprio volto, e da chi la faccia invece l’ha potuta e dovuta mettere, come Raoul Bova, per raccontare le sue avventure in una fiction televisiva di Canale 5. ‘Capitano Ultimo, la ali del falco’ di Ambrogio Crespi, presentato domani nel giorno di apertura del 60/mo Festival di Taormina, vede cosi’ due racconti quello del colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che ha arrestato Toto’ Riina nel 1993 e che oggi fa un lavoro di recupero e assistenza, e quello dell’attore suo interprete e amico. ”Nel documentario – spiega Bova che sempre domani terra’ una master class – sentiamo tutte e due il dovere di fare qualcosa per tutte le persone che non hanno forza, coraggio. Le nostre idee – come dice Ultimo – volano molto alto”. E invece, sempre nel filmato, spiega lo stesso colonnello dei Carabinieri, preso ovviamente di spalle con un ingombrante eskimo con cappuccio: ”mi sono chiamato ‘ultimo’ quando tutti ho capito volevano essere primi. Volevano vincere, volevano farsi belli, fare carriera con la k. Ma a me di tutte queste cose non me ne frega proprio niente come a tanti altri carabinieri. Il nostro onore e la nostra gloria maggiore e’ lavorare per la gente povera. E nel momento in cui lo facciamo solo per aver in cambio qualcosa siamo dei traditori, mentre la lotta e’ del popolo e’ e deve rimanere al popolo”. E poi nel docu presentato a Taormina domani il colonnello, come una sorta di Virgilio ci introduce nella comunita’ che porta il suo nome, ‘Capitano Ultimo’, in uno dei quartieri piu’ degradati di Roma, Tor Bella Monaca. Qui, nella tenuta cosiddetta Mistica, si allevano falchi per responsabilizzare gli ospiti e farli crescere. Insomma un luogo di riabilitazione sociale anche per giovani ragazzi detenuti mandati agli arresti domiciliari in prova dai tribunali di sorveglianza. ”Lui mi racconto’ di fronte a un tavolo di legno, il tavolo degli ultimi, quello che era – spiega Bova – e da li’ ho capito l’importanza di chi avevo di fronte. L’importanza dell’uomo che dovevo rappresentare, di questo uomo che non si poteva far vedere perche’ comunque aveva ricevuto una grossa minaccia dalla mafia. Solo allora ho capito davvero l’importanza dell’uomo che stavo rappresentando”. ”Entrando nella comunita’ che porta il nome di Capitano Ultimo, si respira l’aria di liberta’ – spiega invece il regista Ambrogio Crespi gia’ autore di un docu su Enzo Tortora -. Quelle che ispirano le ali dei falchi, delle aquile e dei rapaci che vengono allevati sul posto per insegnare ai giovani ospiti delle casa famiglia sia il mestiere del falconiere sia a rapportarsi con la liberta’ di questi animali per poi cercare la propria”.
Fonte: Ansa
La storia vera di un eroe raccontata da se stesso, senza mostrare il proprio volto, e da chi la faccia invece l’ha potuta e dovuta mettere, come Raoul Bova, per raccontare le sue avventure in una fiction tv. Capitano Ultimo, la ali del falco di Ambrogio Crespi, presentato domani al Festival di Taormina, vede così due racconti quello del colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che ha arrestato Riina e che oggi fa un lavoro di recupero e assistenza, e quello dell’attore suo interprete e amico.
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